Siria, Palmira sarà restaurata con il marmo di Carrara

Nelle due foto, Palmira prima e dopo l'Isis.


Triste confronto. In questa foto, scattata il 31 marzo dal fotografo dell'Afp Joseph Eid, si può notare che manca l'arco di trionfo, distrutto nel novembre 2015 dai miliziani dell'Isis. Il monumento, fatto esplodere da Daesh per gli ornamenti delle sue colonne, sarà ricostruito con il marmo di Carrara e grazie a laboratori specializzati italiani.

 

Il 27 marzo Palmira è stata riconquistata dalle forze lealiste del presidente siriano Bashar al-Assad. Dopo dieci mesi di occupazione da parte delle milizie dell'Isis (noto alle cronache anche con il nome di Daesh), il sito archeologico, dichiarato patrimonio mondiale dell'umanità dall'Unesco è in condizioni disastrose ma non irreversibili.

Sul posto si è già recato un team di archeologi locali per valutare l'entità dei danni e mettere al sicuro ciò che è rimasto, proteggendolo da altri saccheggi. Oltre che per evitare affrettate ricostruzioni. Per questo si è attivata anche la rete di archeologi internazionali che nei decenni ha operato a Palmira per cercare di raccogliere più materiale possibile in modo da stilare un catalogo dei reperti trafugati. L'elenco sarà poi inviato alle forze di sicurezza che cercano di contrastare il cospicuo contrabbando di beni archeologici, cui il sedicente Stato Islamico ha fatto ricorso per finanziarsi.

Il presidente siriano, Bashar al Assad, ha chiesto al segretario generale delle Nazioni Unite Ban Ki-moon che le agenzie e le organizzazioni Onu che si occupano della materia forniscano sostegno al governo di Damasco per restaurare le rovine della città e ha ribadito che la Siria è pronta a collaborare «con tutti gli sforzi sinceri tesi a contrastare il terrorismo».

 

 

Isis

 
Una copia dell'Arco Trionfale in marmo di Carrara

Mentre la comunità archeologica mondiale, dall'Hermitage di San Pietroburgo agli esperti italiani dei «caschi blu per la cultura» comincia a valutare i danni subiti dal sito romano di Palmira, una replica dell'Arco Trionfale dell'antica città carovaniera sta ricevendo gli ultimi ritocchi a Carrara per essere innalzata a Trafalgar Square, la centralissima piazza di Londra, il prossimo 19 aprile. L'iniziativa dell'Institute of Digital Archaeology, in collaborazione con l'Unesco, l'università di Oxford, il Museo del Futuro di Dubai e il governo degli Emirati Arabi Uniti, si basa su una collezione di migliaia di immagini tridimensionali raccolte in siti a rischio di distruzione da equipe di volontari in zone di guerra del Medio Oriente e del Nordafrica.

La replica di marmo, che dopo Londra dovrebbe essere esposta a New York, è stata creata da scalpellini-robot usando la tecnica della stampa in 3D. «È il momento che aspettavamo», ha detto al New York Times Roger Michael, fondatore dell'Institute of Digital Archaeology: «È importante mandare un messaggio forte a chi intende distruggere monumenti patrimonio dell'umanità. Ogni volta che resuscitiamo dalle macerie uno di questi monumenti, diamo scacco al messaggio di paura e di ignoranza che i jihadisti cercando di diffondere. Se loro distruggono, noi ricostruiamo, se distruggono di nuovo, torneremo a ricostruire».

Le foto, scattate da archeologi, turisti e gente di passaggio con macchine fotografiche 3D distribuite dall'Institute prima della conquista di Palmira da parte dell'Isis, sono state depositate in una banca dati e utilizzate per creare un modello computerizzato, il cui file è stato poi inviato a Carrara dove i robot della TorArt, in collaborazione con D-Shape di Cascina (Pisa), stanno ultimando la ricostruzione in scala ridotta usando blocchi di marmo grezzo e arenaria: la copia a grandezza naturale verrà realizzata una volta che il progetto si sposterà in Siria.

 

Verso Qaryatayn, la città fantasma

Dopo aver liberato l'area archeologica di Palmira, l'esercito governativo siriano - appoggiato dall'aviazione russa e da milizie sciite iraniane e libanesi - punta a liberare l'area intorno a Qaryatayn, la città a 70 chilometri da Homs che era stata conquistata dai jihadisti dello Stato Islamico nell'agosto 2015. Le forze armate hanno già preso il controllo dei sobborghi dell'area urbana. Secondo fonti locali Qaryatayn è ormai una città fantasma, abbandonata da tutti coloro che sono riusciti a sottrarsi ai raid aerei che per settimane hanno colpito la zona.

 

 

Palmira dopo l'occupazione dei vandali islamici (galleria fotografica)

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