Sorella Terra, perdonaci

The Blue Hole at Lighthouse Reef in the middle of the 160-mile MesoAmerican Barrier Reef, the second largest barrier reef in the world. The Blue Hole is 400-feet deep and more than 1,000 feet across. It is a sunken cave that was flooded during the last ice age.

 

 

Il nostro pianeta è quel che è, cerchiamo di farcelo bastare, di non abusarne, di impedire che pochi se ne accaparrino a spese delle moltitudini aventi eguali diritti a goderne. Cop 21, la conferenza sul clima che si è conclusa la settimana scorsa a Parigi ha raggiunto un risultato che merita appena la sufficienza. Il solito compromesso politico, il solito cominceremo a disintossicarci domani. Dimessa dall'ospedale dei suoi padroni, la Terra ha avuto la garanzia che continuerà a respirare. Sempre che non insorgano nuove malattie tipo sviluppo industriale incontrollato o urbanizzazione selvaggia di indirizzo speculativo. L'uno la farebbe morire per soffocamento, l'altro per stritolamento del suo apparato produttivo.

Attorno al letto della grande malata, più che i responsabili del suo degrado fisico, un male che ha gravi ripercussioni sulla nostra salute, sul nostro morale e sulle nostre aspettative di felicità, accorrono quei donchisciotte che nell'ora del bisogno non mancano mai di dare una mano: scrittori, poeti, giornalisti, fotografi. Persino un papa. Quello che da Francesco d'Assisi ha preso il nome, il poeta che, con il Cantico delle creature dimostrò di aver già capito tutto.

«Laudato si’, mi’ Signore, per sora nostra matre terra,
la quale ne sustenta et governa,
et produce diversi fructi con coloriti flori et herba».

Era il 1226. Francesco aveva capito tutto 790 anni fa, e cioè che senza il nutrimento della Terra non si va da nessuna parte, se non all'altro mondo. Aveva capito tutto, ma non sospettava nulla. Non aveva messo in conto il potenziale autodistruttivo del genere umano. Che strano, eh, questo medioevo di secoli bui dove brillavano intuizioni che, pur confermate in seguito dalla scienza, non hanno prodotto risultati concreti facendoci rinsavire.

Per non tornare anzitempo al creatore, i creativi si sono messi al lavoro. I fotografi in prima linea. Le immagini della bellezza minacciata del pianeta Terra saranno in mostra a Roma a partire da oggi 22 dicembre 2015 con il titolo Sorella Terra e la benedizione del papa che porta il nome del francescano zero pur essendo un gesuita del generale Ignazio di Loyola. Come se avesse abiurato al mestiere delle armi al servizio di un Dio assoluto per mettersi pacificamente al servizio dell'intera umanità. L'intellettuale al posto del militare.

«La terra è ferita, serve una conversione ecologica», ammonisce Francesco nel testo dell'enciclica Laudato si' pubblicata questa estate. Una «circolare» che non si rivolge solo ai cristiani ma «a ogni persona che abita questo pianeta» e denuncia inquinamento, esaurimento delle risorse naturali, perdita della biodiversità, sfruttamento selvaggio della natura, deterioramento della qualità della vita, degrado sociale insieme a molte altre «ferite» del nostro tempo. Sorella Terra, abbi pietà di noi ché noi non l'abbiamo avuta di te.

 

Dove: Roma, Palazzo Braschi (ingressi da piazza Navona, 2 e da piazza San Pantaleo, 10)

Quando: dal 22 dicembre 2015 al 28 febbraio 2016

Orari: da martedì a domenica, dalle 10 alle 19; 24 e 31 dicembre: ore 10-14. La vendita dei biglietti cessa un'ora prima della chiusura. Chiuso il 25 dicembre 2015 e il 1° gennaio 2016

Prezzo d'ingresso: alla sola mostra, 4 euro biglietto intero; 3 euro il ridotto.

Curatori della mostra: Marco Cattaneo e la redazione di National Geographic

Promotori: Sovrintendenza Capitolina ai Beni culturali di Roma Capitale servizi museali, Zètema Progetto Cultura

Info: tel. 060608 (tutti i giorni ore 9-21) www.museodiroma.it www.museiincomuneroma.it

 

Alcune delle immagini esposte (fotogallery)

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