Survival contesta le foto di Jimmy Nelson sui popoli indigeni

Maasai, Kenya e Tanzania

 

Prima che scompariamo? Tie'! Tradotta in termini antropologici e linguistici italiani è stata all'incirca questa la reazione dei popoli indigeni di tutto il mondo al volume Before they pass away («Prima che scompaiano») del fotografo Jimmy Nelson. Le foto, dopo aver fatto il giro di varie città europee, sono in mostra dal 4 al 23 luglio 2015 alla galleria Ph Neutro di Pietrasanta, con lo stesso titolo del libro.

Agli indigeni e all'organizzazione Survival International che si batte per i loro diritti non è piaciuta quella che, a prima vista, sembrerebbe invece un'iniziativa solidale con la difesa dei popoli in via d'estinzione.

Stephen Corry, direttore generale di Survival, ha definito «un'arrogante sciocchezza» la presunzione etnografica del fotografo e la sua pretesa di rappresentare «qualcosa che altri non sono stati in grado di trasmettere».

Varie le ragioni del disaccordo da cui è scaturita la polemica: ma chi glielo ha detto che ci stiamo estinguendo? Dare per scontato l'estinzione è come evocarla. È un atteggiamento fatalistico. «L’opera di Nelson suggerisce l’idea che la scomparsa dei popoli indigeni sia un risultato naturale e inevitabile della storia, di cui ci si può forse dispiacere, ma a cui non ci si può opporre», fanno notare i dirigenti di Survival. «In realtà, molte minoranze, e in particolare quelle tribali, non stanno “scomparendo” naturalmente: al contrario, vengono portate alla scomparsa dalla “nostra” società, che li deruba illegalmente delle loro terre e delle loro risorse», spiega Stephen Corry.

Ce n'è anche per Folco Quilici, che firma la presentazione della mostra italiana. Il lavoro di Nelson, scrive il celebre documentarista, «ha l’incarico di farci capire quali fantasie, quali gusti visivi e pittorici, quali segreti e quali magie componevano il tesoro umano dei primitivi».

Il termine «primitivo» è stata la goccia di troppo che ha fatto traboccare il vaso già colmo di «arroganti sciocchezze». Così come il riferimento a un presunto eden rimasto immutato nel tempo. «Definire i popoli indigeni come “primitivi” è scientificamente sbagliato perché essi non sono meno moderni di quanto lo siamo noi; anche loro, proprio come ogni società umana, cambiano e si adattano costantemente a un ambiente in perenne trasformazione», si legge in un comunicato di Survival. Che così prosegue: «Oltre che sbagliato, è anche estremamente pericoloso: governi e aziende continuano infatti a utilizzare il pretesto della loro presunta “arretratezza” per giustificare le gravi violazioni dei loro diritti umani».

Nella condanna delle immagini non mancano le critiche specifiche, come la pruderie moralistica di Nelson che, alla stregua di un braghettone d'altri tempi, ha nascosto il sesso di alcune ragazze waorani dell'Ecuador con pudiche «foglie di fico» che non hanno mai fatto parte del loro guardaroba.

Solo la visita della mostra e lo sfoglio del libro potrà farci capire se Nelson ha sbagliato approccio e se il verdetto di «condanna» di Survival è giustificato.

 

Per leggere, la lettera inviata da Survival a Folco Quilici, curatore della mostra, clicca qui

Per consultare il sito di Jimmy Nelson, clicca qui

 

Piccola galleria dei popoli indigeni fotografati da Jimmy Nelson 

Previous Image
Next Image

info heading

info content

Important notice
Mondi e Viaggi is a non-profit cultural site. Its purposes are to get to know and explore the Earth through travels and to report the problems that afflict it. Hence it uses the comunicative and expressive power of the images of great photographers. If any of them doesn't authorize the publication of his pictures he should kindly inform us and they will be immediately removed.

Nessun commento ancora

Utilizzando il sito, accetti l'utilizzo dei cookie da parte nostra. maggiori informazioni

Questo sito utilizza i cookie per fonire la migliore esperienza di navigazione possibile. Continuando a utilizzare questo sito senza modificare le impostazioni dei cookie o clicchi su "Accetta" permetti al loro utilizzo.

Chiudi