Versailles, profanata la Vagina della Regina

Dirty coin, «l'angolo sporco», la scultura di Kapoor nota anche come «la vagina della regina»

 


di Viola Martino

 

È successo nei giardini del Re Sole. Forse con il favore delle tenebre. Una tuba d'acciaio arrugginito dall'indubbia connotazione sessuale è stata deturpata da spruzzi di vernice gialla. È la più imponente delle sei opere che lo scultore britannico di origine indiana Anish Kapoor ha installato nel parco della reggia di Versailles, dove resteranno fino al primo novembre. La notizia dello sfregio è stata comunicata dalla direzione del domaine, che ha comunque minimizzato. Si tratterebbe di vandalismo «superficiale». E la scultura «sarà ripulita». Parole appropriate, dato che il suo nome ufficiale è Dirty coin, «l'angolo sporco».

L'opera, il cui nome polemizza con i pregiudizi moralistici circa la scarsa igiene di certe zone dell'anatomia umana, è un delle grandi sculture che adornano la regale verzura fino ad averla trasformata, secondo i soliti criticoni, in una sorta di parco di attrazioni per gli amanti delle magnifiche arti e trasgressive.

Attratta dal linguaggio porcello, la stampa ha spesso chiamato la scultura imbrattata «la vagina della regina», un'espressione che Kapoor ha sempre rinnegato, sostenendo di non averla mai usata. Delle sue opere, monumentali e astratte, preferisce si dica che hanno «risonanze carnali».

Installato nell'asse principale del parco, su un tappeto verde, questa tromba d'acciaio arrugginito lunga 60 metri rivolge verso la reggia l'imboccatura che Kapoor definisce «molto sessuale». È circondata da un piccolo fossato e incorniciata da enormi massi di pietra che pesano fino a 25 tonnellate, alcuni dipinti di rosso sangue.

 

L'artista britannico di origine indiana Anish Kapoor, 61 anni

 

Il gesto vandalico non è stato rivendicato e nessuno ha sporto querela. I consiglieri comunali socialisti hanno espresso la rituale «indignazione» per l'attentato alla libertà d'espressione giudicando «inammissibile che l'arte, veicolo d'emancipazione, patisca l'oscurantismo di qualcuno».

Non è la prima volta, in Francia, che i vandali si accaniscono contro l'arte. Nell'ottobre 2014, un'opera a forma di gigantesco sex-toy dell'artista americano Paul McCarthy, installata in place Vendôme, a Parigi, era stata presa di mira da ignoti che avevano staccato l'alimentatore della soffiera grazie alla quale restava gonfia e tranciato diversi cavetti dell'ancoraggio. Dopo l'attentato, McCarthy, già schiaffeggiato da uno sconosciuto durante l'installazione, aveva deciso di smontare l'erotico giocattolo.

Le polemiche hanno accompagnato pure l'inaugurazione della mostra di Kapoor. Oltre a Dirty corner, l'artista ha collocato nel viale centrale del parco tre altre opere: due grandi specchi e Descension, un bacino circolare al cui centro l'acqua forma un vortice, come le accade nei lavandini quando è risucchiata dallo scarico. Se fossi in vena di esegesi, sarei frettolosamente tentata dal concludere che l'indo-britannico ha una predilezione per gli orifizi che portano in paradiso o all'inferno delle fogne.

 

Sectional Body Preparing for Monadic Singularity, l'unica opera creata appositamente da Kapoor per l'esposizione di Versailles

 

Procedendo nell'esposizione, ci si imbatte in Sectional Body Preparing for Monadic Singularity, un enorme cubo forato da cunicoli rossi collocato in un boschetto, una trasparente allusione alle attività intime praticate da cortigiani e cortigiane nei bosquets, aristocratici antecedenti dei separé in quell'immenso privé che ful parco. Nella storica sala del Jeu de paume si trova Shooting into the corner, un cannone che spara palle di cera contro un angolo. E anche in questo caso il riferimento al coito non abbisogna di cartiglio esplicativo.

Da diversi anni Versailles è aperta all'arte contemporanea. Non avevano suscitato scandalo le esposizioni del coreano Lee Ufan (estate 2014) e dell'italiano Giuseppe Penone (estate 2013) nel parco, mentre avevano suscitato controversie quelle di Jeff Koons (2008), Takashi Murakami (2010) o Joana Vasconcelos (2012) negli appartamenti reali. Dopo quegli episodi, l'attuale presidente del domaine, Catherine Pégard, nominata nel 2011, aveva pregato gli artisti ospitati di adeguarsi al luogo.

 

Gli specchi e i buchi di Anish (photogallery)

 

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