Nuova Zelanda, il bel gesto di Sonny

Sonny Bill Williams 2

 

 

Il rugby, il gioco più sportivo del mondo, ci ha regalato una fiaba bellissima. Ne sono protagonisti Sonny Bill Williams, il principe nero degli All Black, e un ragazzino imberbe. Sabato scorso, il fortissimo e tatuato campione del mondo ha donato la sua medaglia d'oro al giovane che l'aveva raggiunto sul campo di Twickenham, subito dopo la vittoria contro l'Australia. Senza cerimonie, senza tornaconti di immagine, senza sponsor. Spontaneamente. Con la stessa velocità combinata di pensiero e azione con cui porta la palla in meta. «Un ragazzino è venuto verso di me correndo, ma si è fatto acchiappare da una guardia. C'è rimasto male, era solo un supporter entusiasta», ha raccontato il giocatore, reduce dalla vittoria contro i Wallabies (34-17).

«La medaglia non è tutto, sono fiero e onorato di averla vinta, dunque perché non fare contento anche quel ragazzo», ha spiegato Sonny, che è andato a cercare il fan per offrirgli la medaglia. «Sono sicuro che se ne ricorderà, sua madre era piuttosto felice. Indossava un berretto degli All Black, chissà che un giorno non diventi pure lui un All Black», ha aggiunto Sonny.

«L'allenatore mi ha detto che la medaglia era d'oro puro», ha scherzato il campione, 30 anni, già titolato nel 2011, «ma sono ugualmente felice di averla data a quel ragazzo: lui potrà apprezzarla ancora più di me e un giorno avrà una storia da raccontare ai suoi bambini. Sempre meglio che tenerla appesa a un muro».

Ecco che cosa mi è piaciuto di questa storia, che il grande campione sappia che le storie e il racconto delle storie sono formidabili strumenti educativi. Soprattutto se contengono un bel gesto e hanno dentro una morale. Uno che capisce quanto possano essere indelebili gli atti compiuti da un grande nei confronti di un bambino vale più di mille pedagogisti.

Sarebbe un peccato, e una cocente delusione, se il ragazzo, non rendendosi conto dell'importanza del dono, facesse di quella medaglia solo oggetto di vanto. Sonny ha dato il calcio d'avvio, il resto della partita devono ora giocarsela in famiglia, il ragazzo e i suoi genitori.

A chi si chiedesse che cosa c’entri questa storia con Mondi e Viaggi è facile rispondere che Sonny ha regalato al suo giovane tifoso un prezioso biglietto per viaggiare nel futuro. Anche chi non si aspetta granché dall’avvenire, può far sua la conclusione di Franz Kafka: «C’è speranza ma non per noi». La speranza è cumunque una faccia della medaglia.

 

 

La sequenza dell'incontro tra il campione e il ragazzino

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