Parigi, la torre Eiffel sempre in prima linea

Parigi torre Eiffel soldato

 

 

Sono d’attualità, in questi giorni in cui ci rimbombano ancora nelle orecchie gli spari e le esplosioni degli attentati parigini, le foto dei militari che presidiano la torre Eiffel. In battaglia, la bandiera va difesa a tutti i costi. E la Tour è una bandiera, il simbolo di Parigi e della Francia tutta. Una bomba che ne minasse la stabilità sarebbe ancora più grave del crollo delle Twin Towers newyorchesi. Quando cadono le bombe si mettono i sacchi di sabbia attorno ai monumenti e si schierano le forze speciali. Le minacce che gravano attualmente sulla capitale francese ci rimandano a un altro periodo nero della storia francese, all’occupazione nazista. E allora fu proprio la torre Eiffel a tener testa a invasori non meno feroci dei jihadisti per quanto, a differenza di questi ultimi, apprezzassero lo champagne fino a prosciugarne le scorte.

La «grande dame de fer», così la chiamano con affettuoso rispetto i parigini, oltre che un simbolo è stata un’arma segreta ai tempi del primo conflitto mondiale. Come ha raccontato Baudouin Eschapasse sul settimanale Le Point nell’articolo «La tour Eiffel, arme secrète de la France».

 

Parigi_militarizzata_torre_Eiffel_soldati

 

Scopi militari
È un bunker appartato, la cui entrata, circondata dal verde, si trova nel cuore del Campo di Marte. L’installazione, con l’ingresso chiuso da un’inferriata, facilmente riconoscibile sul marciapiede del viale Pierre-Loti, non è più classificato «segreto militare» da settant’anni. ma il suo accesso resta limitato per ragioni di sicurezza. Scavato tra il 1904 e il 1908, per iniziativa del ministero degli Eserciti (come si chiamava all’epoca la Difesa nazionale), fu, durante le due guerre mondiali, un’installazione altamente sensibile. È qui, infatti, che furono sperimentati i primi dispositivi di telecomunicazioni dell’esercito francese.

Arma segreta
Strategicamente collocato a metà strada tra la torre Eiffel e la scuola militare, questo labirinto composto da una dozzina di locali era noto solo a una ristretta cerchia di ufficiali. È in gran segreto, infatti, che l’allora presidente della Repubblica Émile Loubet ordinò nel 1903 l’installazione di un’antenna militare sulla sommità del più celebre monumento parigino.

Il suo obiettivo? Consentire ai militari di comunicare attraverso le onde hertziane «senza il ricorso ai cavi che costeggiano la rete ferroviaria e sono facili da sabotare», indica un rapporto dell’epoca.

Sviluppato dal generale Gustave Ferrié (1868-1932), il cui busto troneggia in una sala del labirinto, questo sistema di telegrafia senza fili fu per quei tempi uno dei più efficaci. È da qui che, il 25 ottobre 1915, partì la prima telefonata transatlantica. In quell’occasione, Gustave Ferrié scambiò qualche parola con un generale cinque stelle, comandante della base di Arlington, in Virginia. Un risultato che impressionò la Casa Bianca.

Gestione privata
È di là che, per tutta la durata della Prima Guerra mondiale, passarono le informazioni più delicate sul conflitto. Nel 1921, sarà installato un trasmettitore civile per diffondere i programmi della prima stazione radio parigina: Radio Tour Eiffel alla quale lavoreranno soprattutto Sacha Guitry e Yvonne Printemps. Benché i muri restino proprietà del ministero della Difesa, ormai i locali servono solo come deposito della società che gestisce la torre. Nel sottosuolo smilitarizzato, oggi sono conservati le riserve alimentari del ristorante Jules Verne e qualche pezzo di ricambio per le squadre di pronto intervento in caso di guasto agli ascensori.

 

 

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