Parma, è tornata quella bambola di Maria Luigia

Maria Luigia d'Austria, duchessa di Parma, Piacenza e Guastalla dal 1816 al 1847

 

 

Duecento anni fa, giungeva a Parma Maria Luigia d'Austria per prendere possesso del piccolo ducato confezionato a sua misura dal congresso di Vienna. La città che l'accolse festante ricorda oggi l'antica e amata sovrana con una serie di manifestazioni che si concluderanno nel 2017. Vedi elenco e calendario alla fine di questo testo che sintetizza con alcuni flash le fasi salienti della vita della duchessa in città fino alla sua misteriosa morte.

 

 

La corona da imperatrice di Maria Luigia. È d'argento, con incastonati 950 diamanti di 700 carati. I 79 smeraldi originali sono stati sostituiti da turchesi persiani.

 

 

Maria Luigia aveva una faccia tirolese

Il ricostituito ducato di Parma, Piacenza e Guastalla venne dato in proprietà e sovranità vitalizia alla seconda moglie del caduto Napoleone, Maria Luigia d'Austria.

Quando arrivò a Parma, la ex imperatrice aveva ventitré anni. «Era una bella figlia del Tirolo, dagli occhi celesti, dai capelli biondi, dal volto riflettente la bianchezza delle nevi e le rose delle sue vallate, dall'atteggiamento languido e stanco di quelle tedesche che sembrano aver sempre bisogno di appoggiarsi al cuor di un uomo, con l'occhio pieno di sogni e d'interne visioni, celate da una lieve ombra dello sguardo...» (Lamartine)

 

 

La patente di Maria Luigia con il titolo che le è dovuto e che nessuno deve ignorare

 

 

Maria Luigia aveva la passione dei fiori

L'ex imperatrice conferisce al palazzo di Parma l'aspetto di una «casa di bambole, coi suoi quadretti di fiori, i suoi punti in croce, le scatolette di ciniglia, gli astucci, le scarpette (anche fisicamente Maria Luigia aveva della bambola: piedi e mani diminutivi fino all'assurdo) le tazzine, i cesti e i telai da ricamo, le campionature di tappeti, le nappine, le borsette e i berrettini, la carta da lettera intestata a fiori, anzi fiori d'ogni sorta dappertutto, naturali nei giardini, recisi nei vasi, dipinti negli acquerelli, ricamati in seta, ritagliati in velluto, costruiti di conchiglie...». (Mario Praz, Fiori freschi)

 

 

I soldi del ducato con l'effigie della sovrana

 

 

Maria Luigia mostrava il suo boudoir ai turisti

Durante la sua visita a Parma, verso il 1821, la scrittrice irlandese lady Morgan fece molto scrupolosamente il suo dovere di turista. Quando il cicerone (da lei giudicato francese benché parlasse bene l'italiano) le propose, come clou della visita a Palazzo Farnese, una visitina anche al garde-meuble, lady Morgan accettò, supponendo si trattasse di vecchi Gobelin e altre cianfrusaglie.

Quali non furono la sua sorpresa e il suo sdegno quando capì di trovarsi di fronte «alle splendide paraphernalia del cabinet di toilette dell'ex imperatrice di Francia»: toeletta, tripodi carichi di vasi ed eleganti bacili; l'immensa specchiera che aveva riflesso tante volte l'imperatrice rivestita di sontuosi abiti prima di splendide feste. Questo specchio, in particolare (una Psiche con bronzi dorati) era coronato da un gruppo scolpito raffigurante Maria Luigia alla toeletta col figlio sulle ginocchia, mentre chiacchiera con Napoleone che s'appoggia allo schienale della sua seggiola. Accanto alla Psiche, la culla del re di Roma regalata all'imperatrice dalla bonne ville de Paris, in madreperla incrostata d'oro, con materassi e piumino di satin bianco. Altri oggetti facenti parte del corredino erano all'intorno e ai piedi della culla stava un cagnolino imbalsamato, regalato da Napoleone alla moglie e molto amato da Maria Luigia e dal figlio. E sparse tutt'intorno numerose scatole di marocchino rosso e oro che dalle scritte dorate rivelavano aver contenuto il corredo di Maria Luigia imperatrice, ora completamente vuote.

Questa visita ribadisce il cattivo concetto che lady Morgan ha di Maria Luigia. La scrittrice si chiede perché la duchessa tolleri che a occasionali turisti vengano mostrati i segni del passato splendore. Forse, conclude cinica, per assicurare una mancia speciale al cicerone.

 

 

Maria Luigia con l'Aiglon, il figlio avuto da Napoleone

 

 

Maria Luigia sposa un generale orbo

Crudeltà e amorevolezza si alternano nella vita di Maria Luigia: sorda (e muta) alle commoventi missive che l'esule di Sant'Elena le scriveva. Insensibile alla sorte dell'Aiglon che viene educato lontano da lei e che lei, la madre, rivedrà solo in occasione della straziante fine. Maria Luigia sarà invece amorevolissima con i due figli avuti dall'amante, ol generale austriaco A. A. Neipperg, orbo da un occhio, che sposò morganaticamente nel 1822, dopo la morte di Napoleone.

I due figli, Guglielmo e Albertinaa, non poterono essere da lei riconosciuti, e per riunirsi, o per comunicare, la famiglia Neipperg ricorreva a piccoli sotterfugi per salvare (ma quali?) apparenze. Ad esempio, Maria Luigia figurava protettrice dei due ragazzi , ed essi le scrivevano chiamandola «Signora». Guglielmo, nato nel 1821, ebbe dapprima il titolo di conte di Neipperg, poi quello di principe di Montenuovo e divenne valente ufficiale nell'esercito austriaco.

 

 

Maria Luigia con il figlio avuto da Napoleone in un dipinto (particolare) di François Pascal Simon Gérard.jpg

 

 

Maria Luigia si risposa con il figlio del vescovo

Dopo la morte del Neipperg, il Metternich mise a fianco di Maria Luigia il conte Carlo di Bombelles, e Maria Luigia finì per sposarsi anche questo. Era figlio di un vescovo, perché suo padre, già soldato e diplomatico, resato vedovo aveva preso gli ordini sacri per disgusto del mondo; il disgusto poi gli era passato e aveva fatto carriera, in età ormai matura, fino a raggiungere la sedia episcopale di Amiens. Il figlio, questo Carlo di Bombelles, protesse a Parma i gesuiti e gli istituti religiosi in genere.

 

 

Maria Lugia d’Asburgo in veste di Concordia  in una scultura allegorica di Antonio Canova, Galleria Nazionale Parma

 

 

Maria Luigia era generosa

Il governo di Maria Luigia fu mite, anche dopo i moti che nel 1831 avevano costretto la duchessa a lasciare temporaneamente Parma. Nel 1836, on occasione di una furiosa epidemia di colera, la duchessa volle aiutare i suoi sudditi e per raccogliere denaro fece fondere l'oro zecchino che adornava con complicati ricami il manto che aveva portato il giorno della sua incoronazione a imperatrice dei Francesi, al fianco di Napoleone. Quanto a calamità, in quegli anni Parma fu anche colpita da un terremoto che fece 800mila «lire nuove» di danni.

 

 

Maria Luigia nel 1847 (dagherrotipo)

 

 

Il mistero della morte di Maria Luigia

Nel loro bellissimo libro Sangue a Parma, Elio Vittorini e Giansiro Ferrata avanzano l'ipotesi che Maria Luigia sia morta avvelenata. Ecco il brano che riguarda il presunto delitto. «Mari Luigia morì il 17 dicembre 1847, compiuti da poco cinquantasei anni. Fu morte improvvisa, misteriosa anche; molti a corte l'attribuirono a veleno. Le memorie del marchese Soragna avvertono come fin dal novembre gli pervenisse l'annuncio che sarebbe finito assai presto il regno “dell'austriaca donna”. Pochi giorni prima di Maria Luigia, coi medesimi sintomi di lei, era morto il suo cappellano monsignor Lampret “dopo aver bevuto” prosegue il gentiluomo parmigiano “nella camera della duchessa una limonata destinata ad essa”; e quasi contemporaneamente trapassava il confessore padre Genesini. “Taisez-vous” (con un gran segno di croce sulle labbra) Soragna dice che gli raccomandò una sera il ministro e terzo marito di Maria Luigia conte di Bombelles. Soragna infatti aveva scorto nelle mani della “camerista” un fazzoletto “tutto bucheratto come se gli fosse caduto sopra del corrosivo” dopo che la duchessa, colta da nausea, vi si era liberata.

Morta Maria Luigia, tornarono i Farnese. Il nuovo duca, Carlo II, piccolo Nerone locale, gavazzatore e rovinafamiglie, fu pugnalato a morte tre mesi dopo il suo insediamento, il 27 marzo 1848. L'uccisore, di cui si conoscono nome, cognome, professione e destino, la fece franca. Ma questa è un'altra storia. La fine del piccolo ducato è ormai alle porte.

 

 

Il sarcofago della duchessa Maria Luigia nella cripta della chiesa dei Cappuccini a Vienna, dove si trovano tutte le salme degli Asburgo.

 

 

Il calendario delle manifestazioni in onore di Maria Luigia

Sabato 7 maggio 2016

Alle 20.30, concerto in memoria di Maria Luigia con Michele Pertusi e l’Ensemble dei salotti musicali parmensi, narratore Dino Rizzo; musiche di Verdi, Mozart, Donizzetti, Bellini e Rossini. Ingresso gratuito su prenotazione tel. 0521286104.
Dove: Casa della Musica, in piazzale San Francesco 1

 

Domenica 8 maggio 2016

Una passeggiata nei boschi con Maria Luigia. Alle 9, ritrovo presso la Rocca Sanvitale per una mattinata per ripercorrere quei luoghi che Maria Luigia amava, dalla Rocca alla Villa del Ferlaro passando per il Casino dei Boschi. Ospite d'eccezione…Maria Luigia! Per informazioni tel. 0521331342.
Dove: Sala Baganza

 

Le esposizioni

Fino al 13 maggio 2016
«Il nuovo Teatro Ducale al tempo di Maria Luigia, un percorso evocativo”
Dove: Parma, Teatro Regio, via Garibaldi

Fino al 22 maggio
«Maria Luigia a Sala Baganza»
Dove: Sala Baganza, Rocca

Fino al 30 maggio
«I libri e le sale. L’impegno di Maria Luigia per la Biblioteca Parmense»
Dove: Parma, Biblioteca Palatina

Fino al 25 settembre 2016
«Parma 1816. Dal ministro Magawly alla duchessa Maria Luigia»
Dove: Parma, museo Glauco Lombardi, in via Garibaldi

Dall’8 settembre al 31 dicembre 2016
«Albertina, la figlia della Duchessa al castello»
Dove: fontanella, Rocca Sanvitale

Tra settembre e dicembre
«La prima reggia della Duchessa. Una rievocazione dell’allestimento luigino»
Dove: Colorno, Reggia

Tra settembre e novembre
«Maria Luigia da Canova al contemporaneo»
Dove. sede ancora da decidere

Dal 25 settembre al 18 dicembre
«Dalle munificenze luigine alla città futura»
Dove: San Quirico, Fondazione Cariparma e San Quirino.

 

Altre manifestazioni

Tra ottobre e novembre 2016
«Gli artisti della moda rileggono il Neoclassico»
Dove: Parma, Palazzo del Governatore, piazza Garibaldi

Dal 15 ottobre al 15 dicembre
«Maria Luigia e le scienze. Le collezioni naturalistiche dell’università»
Dove: Parma, Orto botanico

Dal 22 ottobre al 23 dicembre
«A scuola con la Duchessa»
Dove: Parma, Convitto nazionale Maria Luigia ospiterà a

Dal 29 ottobre al 27 novembre 2016
«L’alcova di Palazzo Picenardi: Maria Luigia e Neipperg sposi a Borgotaro»
Dove: Parma, museo Glauco Lombardi

Tra novembre e dicembre 2016
«Maria Luigia, la musica le lettere. Gli interessi personali della Duchessa attraverso i fondi della Palatina»
Dove: Parma, Biblioteca Palatina

Dal 17 novembre al 17 dicembre 2016
«La fucina delle Arti: l’Accademia della Duchessa»
Dove: Parma, Accademia nazionale di Belle arti e Liceo artistico Toschi.

Tra il novembre 2016 e il gennaio 2017
«Nel tempio della Duchessa. Maria Luigia, San Ludovico e gli artisti parmensi»
Dove: Parma, Galleria San Ludovico

Tra il novembre 2016 il gennaio 2017
«Dallo sfarzo della diplomazia alla situazione economica e sociale del Ducato»
Dove: Parma, Archivio di Stato

Per saperne di più e per gli aggiornamenti, clicca marialuigia2016.it

 

 

Adam Albert von Neipperg con la prima moglie Teresa Pola e i primi due figli Alfredo e Ferdinando in un ritratto di Josef Lanzedelli (1774–1832)

2 responses

  1. Belle immagini e testo accattivante, ma con due errori non piccoli: a Parma, dopo la morte di Maria Luigia, tornarono non i Farnese, estinti da più di un secolo, ma i Borboni (temporaneamente "sfollati" a Lucca, durante il governo della duchessa); il duca gavazzatore e puttaniere assassinato in contrada S. Lucia non è Carlo II, ma Carlo III di Borbone (in parmigiano: Carlen tri").
    • Ivano Sartori
      La ringraziamo, gentilissima Laura, per le sue precisazioni.

Utilizzando il sito, accetti l'utilizzo dei cookie da parte nostra. maggiori informazioni

Questo sito utilizza i cookie per fonire la migliore esperienza di navigazione possibile. Continuando a utilizzare questo sito senza modificare le impostazioni dei cookie o clicchi su "Accetta" permetti al loro utilizzo.

Chiudi