Parma vista con occhi blu

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testo di Paolo Pernigotti - foto di Francesca Bocchia

 

 

Una cresce e le capita di andar lontano. Per Francesca è stato il contrario: Da New York a Parma, la sua città. Senza muoversi, s’intende. New York le era arrivata in casa nella valigia di uno zio viaggiatore. Francesca era bambina e i grattacieli in bianco e nero erano apparsi ai suoi occhi spalancati e increduli su un lenzuolo appeso in salotto. Ricorda ancora il clac clac da mitragliatrice del proiettore, una dispositiva via l’altra, lei che non smetteva di dire ooooh. La prima cotta. Poi è arrivato l’amore vero, e non è mai finito. Solo che ora fa clic, ogni volta che si presenta un attimo da non buttare via.

 

 

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Francesca Boccia, fotografa. Lo dice anche il biglietto da visita, perché la passione, senza mai smettere di esserci, è diventata nel tempo un lavoro. Reportage, foto artistiche destinate a mostre o pubblicazioni, eventi che è chiamata a seguire come libera professionista. La macchina fotografica esce con lei al mattino e torna con lei a sera. È di famiglia, un giorno o l’altro i suoi bambini la chiameranno zia Canon.

E Francesca non ha bisogno di seguire a ritroso le orme delle zio o attraversare altri oceani per sentirsi esploratrice. Le cose cambiano nello spazio, come nel tempo: anche ciò che abbiamo sempre sotto gli occhi non è mai lo stesso. Perché cambia, perché cambiamo noi. E allora, caro zio, non c’è solo l’America da scoprire. Può bastare Parma. Si tratta solo di saperla avvistare con gli occhi giusti.

 

 

telefoni

 

 

Anche se qualcosa quei vecchi grattacieli che danzavano sul lenzuolo le hanno lasciato: un bianco e nero che non ha bisogno d’altro per parlare ai nostri occhi. A Francesca piacciono gli opposti, le contraddizioni: non mentono - spiega. E anche se lo dice con due occhi che brillano di ogni azzurro possibile, il bianco e il nero fanno parte di lei, del suo carattere, prima ancora che delle sue foto. Non ammette compromessi, non c’è trucco, non c’è inganno.

Da anni ormai anche lei è passata al digitale – sì, uno può ancora girare con la Topolino amaranto, ma poi non si lamenti se rimane a piedi… – però le è rimasto il rispetto per ogni scatto che si trova a fare. Non è di quelli che ne faccio cento e qualcosa di buono verrà. Non va a strascico.

 

 

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Francesca costruisce ogni sua foto. E ogni volta si domanda se troverà quello che già conosce o se da qualche parte, nel mirino, si nasconde una rivelazione, una sorpresa che solo dopo apparirà. Schiacciare un pulsante è roba da niente, ma a fermare il tempo non ci riuscivano neppure gli dei dell’Olimpo: se ci si pensa, il dito resta a mezz’aria.

Eppure la città che Francesca racconta è senza età. Certo, uno può investigare: quell’auto è un modello del…, quel giubbotto andava di moda nel… Ma alle signore non si chiede l’età, non la si indaga neppure, e Parma raccontata da Francesca merita il rispetto di una gran dama.

 

 

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Quindi, astenersi pedanti. L’invito è: osservatela con i miei stessi occhi – che siano o non siano così azzurri – e guardate come è vera, viva e bella. Com’è, com’è stata e come sarà: perché il tempo, lì, non si muove. Miracolo degli dei.

 

 

Parma vista con gli occhi blu di Francesca (27 immagini)

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  1. Francesca ha talento...usa la macchina come un reporter navigato. Aspetta la occasione per emergere. Sono certo che verrà. Giovanni ferraguti

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