I poeti non tacciono mai

Pier Paolo Pasolini sulla tomba di Antonio Gramsci, nel cimitero acattolico di Roma
 

di Cees Nooteboom

 

 

La maggior parte dei morti tace. Non dice più niente. Ha – letteralmente – già detto tutto. Per i poeti non è così. I poeti continuano a parlare. A volte si ripetono. Succede ogni volta che qualcuno legge o recita una poesia per la seconda o per la centesima volta. Parlano anche ai non nati, a chi non viveva ancora quando hanno scritto quel che hanno scritto.

Perché si va sulla tomba di una persona che non si è mai conosciuta? Perché ci dice ancora qualcosa, perché dice qualcosa a te, qualcosa che ti risuona ancora nelle orecchie, che ti è rimasta in testa e probabilmente non potrai mai dimenticare, qualcosa che conosci a memoria e che di tanto in tanto, a bassa o ad alta voce, ripeti. (…)

Durante gli ultimi anni ho visitato innumerevoli tombe di poeti e di scrittori e la sensazione è sempre la stessa: si va a far visita a dei morti che si conoscono meglio della maggior parte dei vivi. Si trovano dentro muri, su colline, sotto umili lapidi o monumenti pomposi, in grandi città o su isole lontane, accanto a sconosciuti o ad altri grandi, si trovano lì da tanto tempo che perfino l’iscrizione sulla tomba è invecchiata, oppure la tomba è stata appena scavata; le lapidi sono erette o distese, non si sono scelti i loro vicini, dormono nel marmo o nel petit-granit accanto a professori e a ufficiali, con o senza le loro mogli o i loro padri, con o senza le loro parole scolpite, le parole che già conoscevi, che sono state scritte un tempo con l’inchiostro sulla carta e che ora si sono pietrificate. (…)

I poeti di cui ho visitato le tombe sapevano tutto questo. Non svelo alcun segreto. Ho fatto loro visita perché sono parte della mia vita, perché la mia vita l’hanno accompagnata nei modi più diversi e in diversi momenti. (…)

Per me sono voci vive. Anche circondato da migliaia di lapidi, non ho mai la sensazione di essere in visita a un morto. (…)

Rendere visita alla tomba di un poeta è un pellegrinaggio alle sue opere complete. E anche questo è un paradosso, perché per avere accesso alle opere non c’è bisogno di andare sulla sua tomba. Se vale, quell’opera si trova già nella tua libreria, hai solo bisogno di prenderla. I poeti non si trovano nelle loro case abbandonate, insieme alla loro pipa morta, agli occhiali ciechi e ai manoscritti tanto presto ingialliti. Non si trovano nemmeno nei monumenti o nelle tombe, ma solo e soltanto nei loro libri. Perché allora è commovente – non trovo una parola migliore – in una torrida giornata estiva, dopo ore e ore passate a cercare in un cimitero piccolo e appartato, trovarsi all’improvviso di fronte al muro dietro cui, o dentro cui, Eugenio Montale è sepolto insieme a centinaia di altre persone?

Troverete la risposta a questa domanda (e molto altro), leggendo Tumbas, tombe di poeti e pensatori, dello scrittore Cees Nooteboom. Il libro, da pochi giorni in libreria, edito da Iperborea, è corredato da splendide foto di Simone Sassen (che, purtroppo, non sono quelle che vedete qui).

Gli autori «visitati» da Nooteboom sono ottantaquattro, una biblioteca.

 

 

La tomba di Pier Paolo Pasolini si trova nel cimitero di Casarsa della Delizia, paese friulano d'origine della madre, sepolta accanto a lui. Nella foto, il poeta Paolo Steffan.

 

 

 

 

aaaa La copertina del libro

 

 

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1 response

  1. Prendo le mosse dalla scelta di quel ritratto che mi coinvolge (davanti alle ceneri di P. P. P.), per dire che il senso di solitudine si lenisce davanti a tombe come quella di Pasolini, malgrado la scomparsa fisica sia così lontana. Qui vicino a me (a Pieve di Soligo) è sepolto Zanzotto, purtroppo disperso tra mille altre lapidi su un muro bianco, con solo nome e data. Sarebbe bello portare avanti un'iniziativa editoriale come questa di Nooteboom, visitando le tombe della nostra penisola, non solo di poeti ma anche di artisti, grandi e piccoli... Penso a quella dell'architetto Carlo Scarpa, nascosta e bellissima, in un angolo di un piccolo cimitero di paese ai piedi dei colli asolani...

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