Ma Bangkok è la Disneyland del buddismo?

Bangkok, il tempio del Buddha di Smeraldo (Wat Phra Kaew) nel Grande Palazzo Reale

Lo scrittore e monaco trappista Thomas Merton scrisse queste pagine, le ultime del suo Diario asiatico, il 7 e l’8 dicembre 1968 a Bangkok. Morì di lì a pochissimo, il 10. L’inventario del suo bagaglio e i progetti che teme di non portare a termine sembrano presagi della sua imminente fine.

di Thomas Merton

7 dicembre - Bangkok
Mi accorgo che ero nascostamente arrabbiato e avvilito per l’eccedenza bagaglio di ieri. Così oggi, dopo essermi alzato e aver detto l’ufficio, ho fatto una revisione totale del mio bagaglio, buttando da una parte le cose di cui posso fare a meno. Ad esempio, tutto l’equipaggiamento da paesi freddi può andare nella valigia a chiusura lampo, che forse potrò dare all’abate di Hong Kong perché me la porti là. Il che però significa che non potrò tornare nel Sikkim, nel Bhutan e nel Nepal. I libri sciocchi che ho comperato, posso gettarli via qui o altrove. Mi illudo di finire diversi libri qui a Bangkok. Ma naturalmente, essendo impegnato con la conferenza, mi sarà impossibile. Ho mandato delle foto a John Griffin, segnandone alcune per l’ingrandimento. Ho lasciato nove rullini di Pan X al Borneo Studio di Silom Road, sperando che non me li rovinino. Meglio in fin dei conti bruciare tutto questo incenso. Ho buttato alcune pillole inutili nella toilette. ma mi riesce difficile fare un qualche progetto che escluda veramente un ritorno in India, voglio dire nell’India meridionale, in gennaio.

 

 

Bangkok, Silom Road

 

 

Dopo aver prenotato l’aereo per Djakarta per il 15 sera, sono andato, non potevo farne a meno, al palazzo ed al tempio del Buddha di smeraldo. Il palazzo non l’ho visto perché oggi non era aperto al pubblico, ma nel tempio son potuto entrare. Ho visto alcuni dipinti, ma sono stato distratto da un soldato tailandese che aveva quattro quarti di dollaro Usa e voleva cambiarli con 20 bath. Ma 20 era tutto quello che io avevo. Il tempio, buio, spazioso, riccamente decorato, è imponente, e il piccolo, prezioso Buddha verde custodito in una nicchia illuminata è in un certo senso commovente.

L’architettura e le sculture del complesso degli edifici del tempio mi son parse più preziose e bizzarre che belle. le salva la proporzione, che si nota molto bene appena ci si allontana un po’ da esse. Le divinità di guardia non sono terrorizzanti, ma solo grottesche. Mi ricordo ancora di una fotografia di una di esse in un calendario del refettorio dell’infermeria al Gethsemani (il monastero americano di Thomas Merton, ndr), mi pare del 1965.

Il complesso del tempio-palazzo ha tuttavia una sua fondamentale dignità, un suo splendore genuino, niente affatto volgare. Un po’ decadente, forse, ma non ne sono sicuro. naturalmente in tutti questi wat tailandesi sono delle tendenze disneylandiane, che a volte mi sembra proprio che passino il segno. A esempio, in un altro wat vicino al palazzo le «divinità di guardia» sulle due porte erano dei soldati inglesi del secolo XIX, in uniforme bianca, elmetto e fucile.

Tutto questo rende i Tiger Balm Gardens di Singapore (che non sono riuscito a vedere) più comprensibili. Quanto agli affreschi, sì, ce ne sono anche di buoni, a loro modo, ma pur sempre un po’ fumettistici. (Questo non va preso come un giudizio, positivo o negativo). A mio avviso le pitture murali sono le cose migliori di tutto il tempio. In tutto questo, Hanuman ha un posto preminente. Egli è nel contempo scimmia, dio e combattente vittorioso. E penso che questo ci aiuti a capire tutta la tradizione del fumetto e del pre-fumetto.

 

 

Un affresco nel tempio del Buddha di Smeraldo

 

 

Uno dei malvagi del tempio è uno «yak cattivo», chiamato Nonkatal. Ma qui per yak non si intende l’animale tibetano, ma un abitante di Ceylon. «Nonkatal si comporta sgarbatamente in cielo con una ragazza… e gli viene ordinato di trasformarsi in un bufalo…».

«Rama, l’eroe, arriva al palazzo del re e vede la seconda regina sola sul trono. Essa dice a Rama che il re vuole che lui si ritiri a fare l’eremita per quattordici anni, dopo di che potrà tornare e salire sul trono come re di Ayodhya. Rama si ritiene onorato di adempiere ciò che il re vorrà ordinare… Il capo degli ufficiali ha organizzato una parata di addio per Rama… Ma il cuore del re si rattrista e si turba per ciò che ha fatto a rama, e, come se non potesse sopportarlo, durante la note il re muore improvvisamente…».

Didascalia di un’immagine in cui gli yak stanno cercando di gettare Hanuman in un’enorme caldaia: «Gli yak cercano con tutte le forze di uccidere Hanuman gettandolo nella broda. Ma Hanuman si gira e uccide invece gli Yak».

«Divertente e molteplice è il gioco dell’umanità; l’illusione, per smascherare la quale l’India si è affaticata per un millennio, è quella stessa che l’Occidente ha durato uguale fatica a sostenere e a rafforzare». (Hermann Hesse, Il lupo della steppa)

 

 

Vestizione del Buddha di SmeraldoJPG

 

 

8 dicembre - Bangkok
(…) È bene rivedere una seconda volta questa città. Calcutta, Delhi, e ora Bangkok, che mi sembra tutta diversa. Non riconosco la strada dell’aeroporto, e anche la città, che la prima volta mi era apparsa alquanto squallida, ora mi si presenta sotto molti aspetti ricca e splendida. È accaduto semplicemente questo, che l’aver visto luoghi come Calcutta e Pathankot mi consente ora di vedere Bangkok in una nuova, migliore prospettiva. I negozi sono pieni di cose belle. Ci sono un sacco di generi alimentari. Abbondanti la frutta, il riso, le bevande, i medicinali, e camicie, scarpe, macchinari, e carne - per i non buddisti. I magazzini nelle vicinanze dell’Orienta Hotel sono davvero opulenti. Ed anche l’Oriental Hotel è piuttosto sfarzoso. Ho un bell’appartamentino con le finestre che danno sul fiume, e vi si accede da una veranda che guarda invece dall’altra parte della città. (…)

 

 

Il Buddha di Smeraldo è alto 66 cm e largo 42

 

 

Stasera ho fatto una passeggiata per Bangkok, spingendomi oltre le Poste fino al quartiere cinese. C’era un tempio buddista tutto illuminato e una specie di mercato: stavano preparando un palco per uno spettacolo, dei cibi per un banchetto, e le baracche vendevano ogni genere di gingilli, lumi e incenso. Mi sono spinto dentro e ho girato un po’. C’erano centinaia di ragazzi che giocavano, e persone più anziane tutte felici e affaccendate a preparare non so che cosa. Forse qualcosa che riguarda il re, di cui ieri ricorreva il compleanno. La città è piena di bandiere, di striscioni in cui si legge «Lunga vita al nostro nobile re», e di enormi ritratti dello stesso Phumiphol Aduldet, ora nelle vesti di generale tailandese, ora come bhikkhu nella posizione del loto.

 

 

Bangkok, il Grande Palazzo Reale

 

 

Ieri sera ho fatto una buona cena all’ungherese da Nillas, n, 1 (dove sembra però che mi abbiano frodato non poco nel cambio), e sono andato a vedere un film italiano su alcuni criminali di Milano, una specie di documentario. Non era male, tecnicamente molto buono e meritevole di essere visto.

Oggi è la festa dell’Immacolata Concezione. Tra pochi minuti esco per andare a dire messa alla chiesa di S. Luigi. Andrò poi a colazione col Delegato apostolico, e questo pomeriggio alla sede della Croce Rossa.

Thomas Merton (a sinistra) con il Dalai Lama, in India, nel 1968

1 response

  1. Vorrei fare una precisazione : i buddhisti thailandesi mangiano carne, perfino i monaci se gli viene offerta la mangiano. Mio cognato è monaco e mangia carne. La proibizione è di uccidere direttamente qualsiasi essere vivente, o ordinare l'uccisione di un essere vivente. Per esempio, un buddhista che segue i cinque precetti può mangiare una aragosta già uccisa, ma non può ordinare l'uccisione di una aragosta particolare. Un altro esempio è che mia moglie, thailandese religiosissima, non cucina spaghetti con le vongole perché le vongole sono vive quando le si mette in padella, però se sono vongole surgelate o nel barattoletto già sgusciate, nulla osta.

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