Sudafrica, a Johannesburg con la testa tra le nuvole

Lo skyline di Joahannesburg

 

 
di William Kentridge
 

Ho parlato di Johannesburg come di una città geograficamente carente: niente fiumi, niente litorale, nessuna ragion d'essere geografica. A parte i giardini, siamo fuori dalla natura. Ma c'è una categoria nella quale non sfiguriamo. Abbiamo il nostro sublime. Non gli oceani in tempesta, non le possenti cime alpine, né i ghiacciai. A Johannesburg gli inverni sono secchi. In estate fa caldo e al pomeriggio scoppiano temporali. Il nostro sublime si manifesta in forma di enormi cumulonembi che si ammassano sopra la città.

 

 

Migrazione di nuvole a Johannesburg

 

 

Ogni giorno, quando arriva il temporale, si costruisce per noi una nuova catena montuosa, una catena alpina. Proprio come le montagnole di residui minerari prima ci sono, poi vengono cancellate e poi rispuntano, così, dal cielo terso, queste cattedrali di nuvole si innalzano spontaneamente. Nelle nubi vediamo prima di tutto forme: la testa di un cane, il viso di un vecchio con il mento sporgente, una nuca su un paio di spalle. Non è questione di essere bravi a interpretare le forme. Non è un merito, il fatto di riconoscerle. La realtà è che non possiamo evitare di vederle, quelle forme. La testa di uomo ti viene incontro e, una volta riconosciuta, non puoi esimerti dal vederla.

 

 

Il cielo di Johannesburg

 

 

Penso a me come a un bambino di nove anni che guarda quelle nuvole. E penso a me stesso come quel bambino di nove anni che esiste ancora, intrappolato nella gabbia di quest'uomo. Si fa sempre più agitato il bambino di nove anni dentro di me. Poi arrivano il tuono e dei goccioloni di pioggia. (La Lettura Corriere della Sera, 10 aprile 2016, traduzione di Nicoletta Poo)

 

 

Toro, Power Wash Tests per Triumphs and Laments, (2014), Ponte Margherita, Roma (foto Marcello Melis)

 

 

William Kentridge a Roma
Il 21 e 22 aprile, a Roma, sarà inaugurata la mostra di William Kentridge intitolata Triumphs and Laments, un progetto site specific ispirato alla storia millenaria della Capitale. Sui muraglioni del Lungotevere, nel tratto compreso tra Ponte Sisto e Ponte Mazzini, sarà installato un fregio di 550 metri con una «processione» di ottanta figure, alte fino a dieci metri, raffiguranti i trionfi e le sconfitte della Città Eterna, dalla morte di Remo alla morte di Pasolini.

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