Stati Uniti, la storia di Emma fuggita da una comunità Amish

Emma oggi

 

 

Dieci anni fa, a 18 anni, Emma ha compiuto un gesto coraggioso e irrevocabile: ha lasciato la comunità amish in cui era cresciuta. Fuggita di nascosto. Abiura di una fede e di un’educazione troppo dura? Semplice curiosità per il mondo di fuori? Altro?

Emma Gingerich, che ha oggi 28 anni, vive a Dallas, Texas, dove lavora nell’amministrazione di un ospedale. Una vita del tutto normale, ma alla quale non era destinata. Per arrivarci è scappata dalla comunità degli Amish che vive nel presente seguendo regole, usi e costumi fermi a cinque secoli fa.

 

 

Emma in abiti Amish. Foto di Zach Weber

 

 

Il racconto di Emma
Sono cresciuta in comunità Amish del Missouri e dell’Ohio. I mie genitori hanno avuto 14 figli. Ero la più grande delle femmine e perciò sono stata il sostegno di mia madre fin dalla più giovane età. L’aiutavo a occuparsi dei miei fratelli e delle mie sorelle, a cucinare, a fare i lavori di casa, a curare l’orto e il giardino durante l’estate. A mano a mano che crescevo, i mie compiti aumentavano. Per fortuna potevo a mia volta delegarli al resto dei fratelli. Vivere in quel tipo di comunità non è stato piacevole. I contatti con il mondo esterno erano rari, soprattutto per le donne. Di quel che c’era fuori sapevo pochissimo. Tuttavia a 18 anni decisi di abbandonare tutto per raggiungerlo.

 

Un’infanzia faticosa
Fino a quel momento ero stata allevata con regole ferree. Gli Amish sono educati fin da piccoli in una direzione precisa. Si alzano tutti di buon’ora per andare al lavoro: nutrire gli animali, rigovernare la stalla, preparare da mangiare, lavare i piatti. Gli uomini lavorano nei campi, i bambini vanno a scuola, ma solo fino alla quarta elementare, non vanno più in là. Il ruolo della donna non è solo quello di starsene a casa con i bambini. Aiutano a costruire le case, cuciono i vestiti, in più si occupano delle pulizie giornaliere.

 

 

Emma è in testa al gruppo, foto scattata da un turista

Emma (in testa al gruppo) con altri bambini della sua famiglia nel villaggio dell’Ohio in cui è cresciuta. Foto scattata da un turista.

 

Gli Swartzentruber Amish costituiscono una comunità religiosa che data dall’inizio del secolo scorso. Sono nati dalla scissione di un primo nucleo di Amish installato nell’Ohio dal XVIII secolo (questo gruppo anabattista è stato fondato nel 1693 in Alsazia, ndr). È un ambiente alquanto conservatore. Sono cresciuta senza elettricità e senza tecnologia moderna. Le auto sono vietate. Per spostarsi, bisogna utilizzare cavalli e carrozze. L’inglese è molto poco insegnato. Tra di loro gli Amish parlano un dialetto tedesco-danese, abbastanza simile al tedesco della Svizzera e all’alsaziano.

 

 

Una fuga a più riprese
Mi ci è voluto parecchio tempo per decidermi ad abbandonare la comunità, soprattutto per ragioni organizzative. Come progettare la mia fuga con un accesso così limitato al mondo esterno? Lo stress era tale che ho rinunciato a più riprese. E tuttavia, ogni volta, mi avvicinavo sempre di più al mio obiettivo. Qualcosa mi diceva che non avrei potuto vivere con queste regole per tutta la mia vita. Ero sempre più infelice. Sapevo che avrei trovato molto di più altrove. La voglia di imparare e di scoprire era più forte del resto. Ho dovuto dunque fare una scelta: restare con la mia famiglia o soddisfare la mia anima e scoprire chi fossi veramente?

Sono fuggita a piedi, un giorno in cui i miei genitori non erano a casa. Percorsi sei chilometri, ho chiamato una ex Amish, con un cellulare che mi aveva dato e che avevo tenuto nascosto, perché mi recuperasse lungo la strada. Non la conoscevo, ma non ho riflettuto più di tanto. Non ci pensavo pario a tornare sui miei passi. Ero disposta a fidarmi, sperando che tutto finisse bene. Venne a cercarmi e, grazie a Dio, quello è stato il mio punto di partenza verso la felicità. Dovevo sbrogliarmela da sola, senza i miei genitori, i miei fratelli, le mie sorelle.

I quel mondo del tutto nuovo, il più difficile è stato integrarmi. Quando ho iniziato i corsi all’università, otto anni fa, ero al di fuori del mio elemento in tutti i modi possibili. Parlavo male l’inglese, non avevo amici, né famiglia. Ho avuto enormi problemi di identità durante quei primi anni. Tutto era nuovo: frequentare le lezioni, lavorare per guadagnare denaro, scoprire un ambiente insolito. Ho pianto più di una volta.

 

 

Emma 3
Emma, 28 anni, lavora oggi nei servizi amministrativi di un ospedale di Dallas, Texas.

 

 

Azioni maldestre e umilianti
Malgrado i miei vestiti moderni, avevo la sensazione che la gente potesse indovinare che ero stata un’Amish soltanto guardandomi. Non sapevo come sbarazzarmi del mio passato per essere una ragazza come le altre. Ho fatto cose maldestre e umilianti che, alla fine, mi hanno indirizzato verso la strada giusta.

Nulla è più bello che seguire i propri sogni e avere la libertà di essere quel che si desidera, senza costrizioni. Voglio continuare a imparare, a crescere spiritualmente, a fare il meglio che posso per essere migliore di me stessa. È per tutto questo che ho fatto tanti sforzi. Non mi sono mai pentita di aver lasciato la comunità, benché la mia famiglia mii manchi enormemente. Mi piacerebbe far parte delle loro vite, ma è un processo più che complicato convincerli che io sono sempre una brava ragazza, malgrado tutto. Ma non mi arrenderò.

Emma Gingerich è autrice di Runaway Amish Girl: The Great Escape e ha un blog in cui racconta la sua vita passata con gli Amish. Libro e blog sono in inglese.

 

 

Amish, scene di vita quotidiana (fotogalleria)

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