Turchia: ritrovata Kane, l’isola perduta

Gli archeologi pensano che questa penisola fosse un tempo un'isola

 

 

Ricercatori tedeschi, archeologi e geofisici, hanno scoperto che una penisola del mar Egeo, vicino al villaggio di Bademlin, nella provincia turca di Smirne, è in realtà un'isola di cui si erano perdute le tracce. Spesso citata negli antichi manoscritti, l’isola era introvabile poiché il tempo e le alluvioni l'avevano riunita alla terraferma. Gli archeologi, sempre a caccia dei luoghi resi famosi dalla storia antica, hanno stabilito il legame tra questo pezzetto di terra e la battaglia navale delle Arginuse, combattuta tra gli ateniesi e gli spartani, nell'estate del 406 a. C., a est dell'isola di Lesbo.

Si ipotizzava da tempo che le isole Arginuse si trovassero al largo della costa turca e che coincidessero con le isole che oggi si chiamano Garip: diverse fonti storiche parlano però di tre isole e l’esatta posizione della terza isola non si conosceva.

 

 

Il mare attorno a Kane e gli strumenti dei ricercatori

 

 

Quel che i ricercatori tedeschi pensano di aver scoperto sarebbe la perduta di Kane, vicino alla quale si svolse la celebre battaglia, una delle ultime della guerra del Peloponneso che per circa trent'anni, dal 404 al 431 prima della nostra era, oppose Sparta ad Atene. A mettere la pulce nell'orecchio degli archeologi è stato lo storico romano Tito Livio, che nelle sue opere cita a più riprese Kane. I riferimenti storici parlavano però di tre isole. Dov'era la terza?

Mistero, fino a quando gli sguardi degli studiosi non si sono appuntati sulla penisola. Hanno scavato e scoperto che tra la sua estremità e la terraferma esisteva un tempo uno stretto braccio di mare che le alluvioni e forse un terremoto hanno riempito di detriti, ciottoli, argilla, melma fino a trasformarlo in un istmo. Per secoli, l'isola data per persa ha vissuto travestita da penisola.

 

 

La trivellazione dell'istmo che collega la presunta Kane alla terraferma

 

 

«Non eravamo sicuri che queste terre fossero le isole Arginuse», ha spiegato l'archeologo Felix Pirson, direttore della sede di Istanbul dell’Istituto archeologico tedesco che ha guidato il gruppo di ricercatori,. «Esaminando però i campioni geologici estrattoi con l’aiuto di una trivella, abbiamo dovuto ammettere che lo spazio tra la terza isola delle Arginasse e il continente si era effettivamente riempito di terra mobile e di roccia, creando la penisola». Ora, gli studiosi cercheranno di stabilire l’età della stratificazione attraverso la datazione al radiocarbonio.

Gli archeologi hanno trovato pure i resti sommersi di un antico porto di epoca ellenistica (323 a.C. - 31 a.C.) e questo sarebbe un’ulteriore prova dei trascorsi da isola dell’attuale penisola.

Kane era una piccola città che si trovava in una posizione strategica lungo un’importante rotta commerciale marittima che andava dal Mar Nero lungo la costa meridionale della Turchia, Nel suo porto le navi potevano ripararsi dalle tempeste. Ricerche precedenti avevano portato alla scoperta di alcune ceramiche e di microrganismi originari dal Mar Nero che testimoniano queste rotte commerciali.

 

 

Ricercatori al lavoro

 

 

La battaglia delle Arginuse fu vinta dagli Ateniesi, ma una tempesta rese impossibile il recupero dei soldati le cui navi erano colate a picco. Quando i generali ateniesi fecero ritorno a casa, furono condannati a morte dai loro concittadini per non essere riusciti a salvare i loro uomini. «Mettendo sotto processo gli otto ammiragli che avevano vinto la battaglia, e condannandoli illegalmente a morte, la democratica Atene trasformò una vittoria in sconfitta», ha spiegato Paul Cartledge della Cambridge University. E lo storico Barry Strauss della Cornell University precisa che questa decisione «distrusse il morale dei comandanti ateniesi e di fatto contribuì, un anno dopo, alla loro definitiva disfatta».

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