In Svezia a piedi: marito, moglie e due asinelli

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Sono partiti da Albiano Magra, paese vicino ad Aulla, lo scorso 11 marzo per raggiungere Göteborg, in Svezia. A piedi, accompagnati solo da due asinelli. Helena Kågemark e Carlo Magnani - lei svedese 45 enne, lui spezzino classe 1969- contano di arrivarvi in otto mesi. Lungo il viaggio regalano piantine per creare un «network arboreo». I messaggi fondo? No alla frenesia del nostro tempo, rispettare gli animali, amare la natura. Anche perché, sottolinea Carlo, «i veri protagonisti sono gli animali, non gli essere umani». E i ritmi sono dettati dalle loro esigenze.

Helena e Carlo sono sposati da due anni. Alla domanda «Dove vivete?», lui risponde: «Tra Albiano Magra e Göteborg… Non siamo ancora stati capaci di decidere dove fermarci a vivere». Intanto, camminano. Entrambi hanno lavorato nel settore teatrale. Helena è arrivata da Stoccolma nel 1997 per lavorare con un istituto di arte scenica svedese a Pontremoli. È attrice e funambola: «Ho sempre camminato su 12 millimetri», mentre ora marcia con zaini e asinelli. Carlo è un tecnico, ha fondato un'associazione culturale, ha lavorato con vari gruppi in Italia, sulle navi da crociera e in Olanda.

Nel 2014 l'idea di una lunga e lenta marcia. Perché? Carlo: «È un po' una riflessione critica sulla frenesia del nostro tempo». Helena: «Siamo circondati da brutte notizie e violenze; c'è bisogno di cose buone, non possiamo avere sempre paura». Così hanno «interrogato» Internet per informarsi su come costruire un viaggio del genere, prendendo contatti con gruppi come A passo lento. Hanno cercato sponsor: «Ho mandato circa mille e-mail», spiega Magnani, «pochi hanno risposto».

 

 

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Alla fine i partner sono una decina, fra cui un allevamento di asini (che ha donato uno degli esemplari), un'azienda di calzature sportive, un'altra di stufe, una ditta di trasporti. I due asinelli -Tony, maschio, di 8 anni, e Aurora Alba di 7- sono la chiave di tutto. «Gli asini aprono le porte», spiega Carlo, «perché destano curiosità, ma soprattutto perché fanno capire che siamo indifesi e non rappresentiamo una minaccia per nessuno. Sono i veri protagonisti, dobbiamo fermarci quando sono stanchi o magari o magari andare dove vogliono loro. Il carico è più leggero possibile: fra un quinto e un sesto del loro peso. Hanno il proprio carattere: Tony è riflessivo e testardo, Aurora è più aperta». E se vede qualcuno con una borsa, subito si avvicina.

Non solo ritmi slow e amore per gli animali. Il progetto lancia un altro messaggio: Il rispetto della natura. Da qui l'idea del network arboreo. Chi ospita o incontra Helena e Carlo riceve una piantina cui è «abbinata» un'altra persona che fa parte della «rete», in modo che possano conoscersi grazie a nuovi alberi che crescono.

Lungo il cammino, la coppia si è imbattuta in episodi di curiosità e ospitalità inaspettati. «A Nirone, nel Parmense, ci siamo fermati in un'azienda agricola», raccontano Carlo ed Helena, «abbiamo chiesto di fermarci e hanno accettato. A Selvanizza, un uomo ci ha visti con gli asinelli e da dietro una siepe ci ha chiesto: e le pecore dove sono? Ci siamo messi a chiacchierare e lui, un pensionato vedovo che vive solo, ci ha ospitati. Al mattino era sparito. È tornato dopo un po': era andato a comprarci il pane. Un uomo da cuore grande. La condivisione è bellissima. In questi giorni abbiamo incontrate tante persone, non è più soltanto il nostro cammino, ma qualcosa che include. Ovunque ci chiedono di tornare e di dare notizie».

 

 

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Va bene, ora è tutto bello… Ma potrebbero esserci problemi, per esempio incontri con malintenzionati. «È la preoccupazione minore, In montagna eravamo più preoccupati dei lupi e per la salute degli asini». Un'impresa del genere costa e gli sponsor probabilmente non coprono tutte le spese. Carlo non dà cifre, spera nel pareggio. Qualche soldo verrà da eventuali iniziative didattiche con gli asini, per le quali sono stati avviati contatti nel Canton Ticino.

Se è vero che da cosa nasce cosa, potrebbero vedere la luce anche libri e spettacoli legati all'impresa. Nel frattempo, si può essere aggiornati sul viaggio di Helena e Carlo, Tony e Alba consultando il sito unattimostoarrivando.blogspot.it Sul profilo Instagram «Un attimo sto arrivando», con un asinello nel logo, sono pubblicate le foto delle varie tappe. Un album destinato ad arricchirsi a mano a mano che i giorni passano. (Da un articolo di Andrea Violi, pubblicato da Gazzetta di Parma il 27 marzo 2016)

 

 

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Road map ed equipaggiamento

Il viaggio iniziato ad Albiano Magra, in provincia di Massa Carrara, si conluderà a Göteborg (Svezia) dopo aver attraversatola Lunigiana, i territori di Parma e Reggio Emilia, poi Lombardia, Svizzera, Germania e Danimarca. Oltre duemila chilometri in otto mesi, prima che arrivi l'inverno. Stagione da evitare dato che Helena a Carlo, quando non trovano un alloggio al coperto, sono costretti a ricorrere alla tenda.

La giornata tipo comincia con la sveglia alle 6 e partenza alle 9,30 dopo la colazione e una lunga preparazione degli animali. Si cammina per tre ore al mattino e tre al pomeriggio, con le necessarie pause.

Negli zaini si trovano sega e martello, attrezzi per la cura degli asini (comprese le «scarpe» artigianali fabbricate a La Spezia per non usare i ferri), coperte, tenda, sacchi a pelo, vestiiti per ogni stagione, cucina con fornello e pentola, termos. Le scorte alimentari sono limitate al minimo: mezzo chilo di pasta, mezzo di polenta, il resto si compra sul posto.

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