Zaha Hadid, la regina delle curve

Zaha Hadid

 

 

È stata la prima donna a ricevere il premio Pritzker, la prestigiosa medaglia d'oro per l'architettura. Nata a Bagdad 65 anni fa, l'architetta anglo-irachena Zaha hadid si è spenta giovedì 31 marzo in seguito a una crisi cardiaca. Aveva studiato in Libano e poi a Londra prima di imporsi tardivamente come una delle più grandi archistar del mondo. Incurante di perplessità e controversie suscitate dal suo talento visionario, andava diritta per la sua strada firmando un progetto dietro l'altro. La fluidità delle sue linee e la complessità delle sue forme rendevano le sue opere riconoscibili a prima vista. Nelle quindici immagini che seguono abbiamo cercato di riassumere la carriera di una professionista che ha sempre perseguito una sua idea di progresso difendendo «un'architettura d'avanguardia che trasforma lo spazio pubblico in spazio civico», come dichiarò in un'intervista riportata dal quotidiano Le Monde.

 

 

Roma, il MAXXI di Zaha. Foto Cecchetti

Il MAXXI, Museo nazionale delle arti del XXI secolo, inaugurato a Roma il 28 maggio 2010, è l'unica opera di Zaha Hadid realizzata in Italia. Il progetto dell'architetta anglo -irachena, scelto tra 273 candidati, era stato proclamato vincitore nel febbraio 1999.

 

 

The Peak

 

Nel 1983, l'allora docente di architettura Zaha Hadid vince una gara internazionale per il progetto di un nuovo centro ricreativo a Hong Kong. La sua proposta, The Peak, illustrata da un sisegno singolare, non trova i finanziamenti necessari alla sua realizzazione, ma l'impone all'attenzione dei suoi colleghi. Crédit:  Courtesy of Zaha Hadid Architects

 

 

Vitra Fire Station

 

Nel 1990, Zaha Hadid vince un importante concorso in Germania, questa volta con il progetto Vitra Fire Station. L'edificio in cemento, che sarà terminato tre anni dopo, le vale un vero riconoscimento internazionale. È la sua prima opera a essere realizzata. Ispirata al decostruttivismo e al caos controllato dei suoi disegni. Già qui è evidente la sua preoccupazione di coniugare l'architettura all'ambiente che la circonda. Crédit: Courtesy of Zaha Hadid Architects

 

 

Cardiff Bay Opera House

 

Nel 1994, un progetto di Zaha Hadid viene scelto per costruire la Cardiff Bay Opera House, ma esplode una controversia. Alcuni giudicano i suoi schizzi troppo oscuri e incomprensibili. L'opera non troverà mai i finanziamenti per essere realizzata. «È stata un'esperienza veramente spiacevole», dichiarerà nel 2015 all'Huffington Post, «ma che mi ha resa più forte. È una vergogna che non sia stata costruita, ma non posso avere tutto». Crédit: Courtesy of Zaha Hadid Architects

 

 

Il Centro d'arte contemporanea Rosenthal a Cincinnati (Ohio)

 

Il Centro d'arte contemporanea Rosenthal, a Cincinnati (Ohio, Stati Uniti), sulla riva sinistra del fiume Ohio. Si tratta del primo progetto americano dell'architetta anglo-irachena che cita il Guggenheim tra le sue fonti ispiratrici. «Visionario, Frank Lloyd Wright ha creato un percorso che collega l'esterno al museo, e definisce la sua circolazione», spiega a Numero. Il camminamento, su una spirale verticale, permette veramente di vedere le opere, di contemplarle nelle loro tre dimensioni e di riscoprirle in una maniera differente. Con lui, il museo diventa ininterrotto, si impone come punto di partenza di una passeggiata». Un'ambizione che la guiderà nelle sue opere. Per esempio, nel MAXXI di Roma.

 

 

Phaeno

 

Il Phaeno è un museo di divulgazione scientifica che si trova a Wolfsbourg, in Germania. Costruito tra il 2000 e il 2005, ripropone il gusto di Zaha Hadid per l'impasto delle forme dopo una lunga riflessione. «I dettagli di un progetto sono assolutamente determinanti. Nell'edificio compiuto, riflettono i fondamenti e la filosofia del suo concepimento. Gli schizzi, i disegni e le pitture originali delle pietre hanno svolto un ruolo molto importante nello sviluppo del progetto. I disegni si sono trasformati essi stessi in progetto: le linee tracciate sulla carta sono divenute i volumi dell'edificio. I mie schizzi originali a due dimensioni possono impegnare anni di ricerche prima di concretizzarsi in un piano, ma per me è la parte più eccitante perché traspare sempre nei dettagli di un progetto». (Da un'intervista a Herault.fr)

 

 

Pierrevives

 

È nel sud della Francia che Zaha Hadid concepisce e costruisce, tra il 2002 e il 2012, l'edificio Pierrevives. «La composizione è assolutamente unica: obbedisce a un piano d'organizzazione spaziale in 3D, che scompone degli elementi complessi facilitandone la comprensione e l'orientamento agli utenti dell'edificio. (…) Abbiamo utilizzato tutte le più recenti tecnologie per le costruzioni in cemento. I nostri edifici più innovativi, come quello di Pierrevives, incoraggiano lo sviluppo di nuove tecniche di costruzione e questi progressi ci spingono a nostra volta a concepire delle strutture architettoniche ancora più ambiziose, che sfociano in plazzi fantstici come questo», si entusiasmava in un'intervista concessa a Herault.fr.

 

 

L'Opera di Canton, Cina

 

Il palazzo dell'Opera di Canton, nella provincia di Guangdong, in Cina, è stato inaugurato nel maggio 2010. Nell'aprile 2002, era stato organizzato un concorso internazionale per decidere a chi assegnarne la costruzione. La Cina era allora preda di una follia edificatoria senza precedenti che fece riemergere altri ricordi dalla memoria dell'architetta. «Come in tanti altri Paesi all'epoca in via di sviluppo, in Iraq regnavano una fede incrollabile nel progresso e un ottimismo incontenibile. Sono cresciuta negli anni Sessanta, nel momento in cui molte repubbliche appena nate in tutto il mondo lavoravano duro per costruire i loro nuovi Paesi, dunque si dava una grande importanza all'architettura». (Herault.fr)

 

 

Il Centro culturale Heydar Aliev

 

Il centro culturale Heydar Aliev di Baku, nell'Azerbaigian, inaugurato nel 2012. Comprende uno spazio congressi, un museo, una biblioteca e un parco con una superficie di nove ettari. Il progetto è simbolico perché testimonia la conversione sempre più marcata dell'architetta anglo-irachena verso un design sempre più fluido. Per questo il Guardian, nel suo necrologio, l'ha definita «la regina delle curve».

 

 

Form in Motion

 

Oltre che architetta, Zaha Hadid è stata un'artista. La sua mostra «Form in Motion» le ha permesso di presentare il suo lavoro di designer alle prese con svariati materiali e diversi oggetti. Luci, gioielli, calzature… amava combinare quel che aveva appreso dall'architettura con altre discipline. Soprattutto si era interessata molto da vicino alla moda. Diceva che in essa «si trova lo stesso modo di pensare il corpo in rapporto allo spazio».

 

 

Centro acquatico di Londra

 

Residente a Londra dalla fine degli anni Settanta, Zaha Hadid realizza il centro acquatico che ospita i Giochi olimpici nell'estate del 2012. «Certo, l'idea dell'onda è evidente», confidò allora all'Huffington Post, «in seguito si è trattato di decidere come integrarla nel paesaggio e tradurla in termini architettonici». L'edificio è stato uno dei punti di forza delle Olimpiadi londinesi.

 

 

Le torri Soho, a Pechino

 

Zaha Hadid ha realizzato progetti di grande portata a Pechino, tra cui le torri Soho. In precedenza era stata l'autrice di un vasto complesso di divertimenti e commerci di oltre 300mila metri quadrati. Anche in questo caso le linee curve sono impressionanti per la loro morbida fluidità.

 

 

 

Middle East Centre, a Oxford

 

È nel tradizionalissimo campus di Oxford che Zaha Hadid ha costruito il suo Middle east Centre risolutamente volto verso la modernità. Ancora una volta una maniera di concepire l'architettura come una materia in movimento che deve guardare verso il futuro e non verso il passato. «Per me, non è che una semplice espressione di me stessa», diceva. «L'architettura deve contribuire al progresso della società e al benessere di ognuno come della collettività».

 

 

Il Dongdaemun Design Plaza, a Seul

 

Il Dongdaemun Design Plazadi Seul (Corea del Sud) è stato inaugurato nel 2014. Di apparenza neofuturista molto ambiziosa, ha un tetto ricoperto di vegetazione sul quale si può camminare. È allo stesso tempo un santuario del designa, un centro congressi e un polo di divertimento. È stato presentato come il più grande edificio asimmetrico del mondo di questo settore.

 

 

Il progetto del ponte asimmetrico più lungo del mondo

 

Il progetto del ponte asimmetrico più lungo del mondo non è ancora stato realizzato. Il disegno dalle linee fluide colpisce per la sua sobrietà e la riduzione al minimo delle strutture che lo sorreggono. Un’ulteriore dimostrazione, inoltre, del suo perfetto inserimento nel paesaggio.

 

 

Al-Wakrah Stadium, nel Qatar

 

È uno degli ultimi progetti di Zaha Hadid e uno dei più controversi. L’architetta era stata scelta per costruire l’Al-Wakrah Stadium, uno dei cinque stadi che ospiteranno la Coppa del mondo Fifa 2022 nel Qatar. La copertura ondulata si ispira alla vela trapezoidale del sambuco, l’imbarcazione tradizionale araba chiamata dhow. Alla polemica suscitata dalla morte nei cantieri di numerosi operai, Zaha Hadid ha risposto che la responsabilità non era sua ma del governo. In Medio Oriente, era stata incaricata anche di costruire il parlamento iracheno benché avesse perduto il concorso iniziale di designazione. Crédit:   Courtesy of Zaha Hadid Architects

(Da un articolo di Fatma-Pia Hotait e Boris Bastide pubblicato da Slate)

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