A Londra, un immaginario weekend dopo la Brexit

Lui vuole lasciarla, lei vuole che restino insieme

 

 

Per un cittadino dell'Unione europea, passare un fine settimana a Londra è già adesso un'esperienza con un che di esotico: bisogna traversare una distesa d'acqua, mostrare un documento d'identità, cambiare la valuta, abituarsi al clima e rendersi conto, una volta sul posto, che le prese elettriche sono differenti. La Brexit renderà tutto ciò ancora più atipico su altri punti . Che andiamo a illustrare.

 

 

Le bianche «scogliere» di Calais

 

 

Il passaggio della frontiera
Muniti della vostra guida turistica, del vostro biglietto, del vostro zaino e dei vostri documenti d'identità, vi imbarcate su uno dei tanti voli per la capitale britannica. Alla dogana, niente di nuovo. Non avendo aderito allo spazio Schengen, basta mostrare il passaporto o la carta d'identità. Con la Brexit, il percorso potrebbe complicarsi: l'accesso al territorio britannico potrebbe essere consentito solo con il passaporto, o potrebbe addirittura essere necessario il visto. La cosa si complica per chi sceglie il traghetto. Data la pressione dei migranti sui collegamenti Calais-Dover, i meticolosi controlli delle autorità, comportano lunghi tempi di attesa, sia all'imbarco sia all'arrivo.

 

 

Le bianche scogliere di Dover

 

 

Il valore della sterlina
Una volta superati i controlli d'identità e di sicurezza, date un'occhiata alle sterline che vi hanno appena consegnato in cambio dell'euro. Vi renderete conto della spiacevole trattenuta. Ma fin ancora nulla di nuovo.

Con la Brexit, il cambio potrebbe favorire l'euro. Attualmente, una sterlina vale 1,27 euro. Se la sterlina perde valore, potrebbe arrivare a 1,10. Spendereste dunque meno euro per ottenere la stessa quantità di sterline, con un notevole incremento per il vostro potere d'acquisto Oltremanica. Tuttavia, oggi come oggi, nulla è veramente prevedibile quanto al corso della sterlina in una tale situazione.

 

 

Ordinanria manutenzione del Big Ben

 

 

I prezzi delle attrazioni turistiche
Essere o meno cittadini dell'Unione europea non cambia granché per i turisti. Anche prima eravate esclusi dalla visita del Big Ben e della Elisabeth Tower, privilegi riservati ai britannici residenti, a meno che non si sia presentati da un membro del Parlamento. Pratica non impossibile ma che necessita di una certa preparazione e di un indirizzo nel Regno Unito. Essendo tutto ciò complicato da sbrigare in un weekend, tanto vale puntare su Buckingham Palace Mentre il British Museum e la National Gallery sono gratuiti, la visita del palazzo reale non costa meno di 20 sterline e si fa solo in certi giorni. È pur sempre un'abitazione privata. A differenza di altri Paesi europei, non sono previsti ingressi gratuiti nei musei per chi abbia meno di 25 anni. È improbabile, con l'uscita dalla Ue, che il governo decida un aumento delle tariffe per gli stranieri.

 

 

 

 

Il cibo
Insoddisfatti per aver pagato 30 sterline per vedere tre quadri e due arazzi, decidete di consolarvi con un fish'n'chips e una birra «british». La Brexit ha spinto però l'Unione a tagliare le sovvenzioni europee agli agricoltori britannici. I dazi doganali, rimessi in vigore, hanno causato a lungo termine problemi di produzione e un calo dell'offerta di avena, orzo e, soprattutto, di patate. A risentirne sarà di conseguenza il prezzo del vostro piatto e della vostra birra, che vi lascerà in bocca un gusto amarognolo.

 

 

Il Pronto soccorso inglese secondo Mr. Bean

 

 

Le cure mediche
Siete sfortunati. Per colpa del conto salato, non avete fatto caso alla patatina caduta a terra. Scivolate, fate cadere il boccale di birra per fortuna vuoto e vi ferite a una mano con i cocci di vetro. La ferita è superficiale, ma abbisogna comunque di cure. Andate dal medico muniti della vostra Tessera europea di assicurazione malattia, sì quella che dimenticate regolarmente di richiedere ogni volta che vi mettete in viaggio. Anche con la Brexit, potrete continuare a servirvi della vostra tessera se il Regno Unito resterà nello spazio economico europeo, come la Norvegia o l'Islanda. Diversi scenari sono possibili a questo riguardo. Le condizioni per il rimborso delle spese mediche potrebbero tuttavia subire modifiche.

 

 

Bancari della City

 

 

Le spese universitarie
Immersi nella contemplazione della vita brulicate della City, seduti su una panchina, un po' intontiti dagli anestetici somministrati dal medico, all'improvviso cominciate a farvi delle domande sull'idea di riprendere i vostri studi. Perché no un master di giornalismo internazionale alla City University. Sorpresa! Se le rette sono attualmente le stesse per gli studenti dei Paesi della Ue e per quelli britannici, sono maggiorate di 10mila sterline per chi non è cittadino della Unione europea, una pratica corrente. Cambierà? Raffreddati da quest'ultima notizia, decidete di abbreviare il vostro weekend e di rientrare. Potrete consolarvi la prossima volta andando a piantare la vostra tenda in Scozia, dove si sono espressi a favore della permanenza della Gran Bretagna nell'Unione europea. Sì, quegli scozzesi che desiderano tanto staccarsi dal Regno Unito vogliono restare nell'Europa unita. (Liv Audigane per Slate.fr)

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