Mare, la guerra degli ombrelloni

Il segnaposto

 

 

Unita, si fa per dire, a Bruxelles e Strasburgo, l'Europa si sbriciola come un castello di sabbia sulle spiagge italiane, dove i bagnanti delle singole nazioni si contendono palmo a palmo l'ambito arenile. Mai come quest'anno infuria la guerra dei teli da spiaggia e degli ombrelloni. Con i vigili urbani a svolgere il ruolo dell'Onu, ossia a far poco o nulla.

«Sono arrivati all'alba, sono ripartiti con 37 sdraio, 30 ombrelloni, qualche salvietta e persino dei costumi da bagno». La scena descritta dal sito tedesco Spiegel online si è svolta sulle spiagge di Livorno, in Toscana, la mattina del 6 agosto.

Il contesto: in conformità a una vecchia abitudine, i bagnanti che in alta stagione non amano stare a stretto contatto di gomito con il proprio vicino, al tramonto sistemano le loro salviette sulla spiaggia libera per assicurarsi una postazione in prima linea all'indomani. Di fronte al dilagare di questi «squatter selvaggi», le capitanerie italiane hanno deciso di passare all'azione, spiega il quotidiano la Repubblica: piazzare un ombrellone o un asciugamano su una spiaggia libera per avere l'esclusiva di quel rettangolo di sabbia non è più tpllerato.

«Soprattutto se gli ombrelloni piantati diventano decine, fino al punto di occupare e sottrarre all'uso pubblico centinaia di metri di arenile demaniale, quasi sempre a ridosso della battigia», scrive la Repubblica. Ombrelloni, salviette e bikini lasciati come segnaposto saranno confiscati dagli agenti della capitaneria, chi li reclamerà rivendicandone la proprietà, dovrà pagare un'ammenda di 200 euro.

 

 

Il premio

 

 

È «la guerra contro l'ombrellone selvaggio», annuncia il quotidiano romano. E questo 2016 si annuncia già come l'estate nera dell'ombrellone e della sdraio incustoditi: sequestri sono scattati un po' ovunque, dalla Toscana alla Sardegna e dalla Campania alla Calabria e all'Abruzzo».

La notizia ha fatto subito il giro dei giornali europei, come il settimanale tedesco Der Spiegel, i cui lettori godono della reputazione di essere degli imbroglioni dell'ombrellone particolarmente agguerriti. «Gli italiani non scherzano più», avverte il sito tedesco. Sai che paura che avranno.

Attorno al Mediterraneo sono additati come principali adepti di questa pratica furbesca dell'accaparramento i tedeschi, gli olandesi e i britannici. E non è raro vederli accapigliarsi come bambini nella guerra delle salviette. Così compassati a casa loro, così anarchici al di fuori dei perimetri nazionali.

Il tentativo italiano si applicare regole severe metterà a dura prova i tedeschi, abituati ad alzarsi al canto del gallo. Ma anche gli arzilli nonni di casa nostra, pronti a scendere in spiaggia alle prime luci dell'alba per procacciare sabbia, mare e sole di prima scelta a quei dormiglioni di figli, nipoti e pronipoti. Come quel pensionato di 83 anni, a Diano Marina, nel 2007, che pagò salata la sua uscita mattinier. Per la precisione 1.032 euro.

Su gran parte delle spiagge libere italiane vige sempre la regola del chi prima arriva meglio alloggia, ma solo a partire dalle 8,30. Nessuno può piantare l'ombrellone o stendere il telo spugna prima. I furbetti del segnaposto sono avvertiti.

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